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10.
IL REDDITO DEI FABBRICATI URBANI
Sin tanto che il mercato
immobiliare italiano è stato caratterizzato da consistenti
incrementi di valore del prodotto edilizio, non è stato
posto con sufficiente enfasi laccento sulla questione del
reddito degli immobili urbani, ovviamente fatte salve alcune eccezioni.
Gli investitori e gli operatori immobiliari miravano più
a conseguire gli incrementi del valore piuttosto che un reddito
soddisfacente.
In altri termini per alcuni operatori immobiliari il mercato era
un po come quello di borsa : pochi hanno riguardo al rendimento
delle azioni mirando soprattutto a conseguire incrementi in conto
capitale.
La circostanza era poi aggravata dal fatto che da un anno allaltro con incrementi dellordine del 30% annuo (come conseguiti nel 1989 e 1990) i conteggi avrebbero dovuto essere continuamente rielaborati.
Da qualche anno però il mercato immobiliare è praticamente statico e non registra incrementi di valore apprezzabili, per cui laspetto reddituale degli immobili assume ora una valenza superiore a quella del passato.
Nonostante la emanazione di nuove normative con cui si è conferita la possibilità di porre in essere locazioni con canoni liberi determinando in pratica il superamento della normativa sullequo canone, il rendimento degli immobili urbani è rimasto su livelli deludenti.
IL TASSO DI RENDIMENTO LORDO
Secondo dati editi dalla SUNIA e dalle associazioni dei proprietari di case, i canoni pattuiti liberamente da proprietari ed inquilini, si attestano ad esempio per Milano nella zona del semicentro sulla base di £. 150.000/mq. per appartamenti che hanno un valore di mercato di circa £/mq. 3.000.000.
In sostanza quindi il tasso lordo di rendimento degli immobili urbani di tipo residenziale nella zona considerata, può attestarsi intorno al 5%.
Il tasso di rendimento
lordo non subisce variazioni notevoli spostandosi dal semicentro
verso il centro o verso la periferia, in quanto esiste uninterconnessione
ben precisa fra canoni fittalizi e valori dei cespiti.
Come è confermato dalle quotazioni del CAAM e di altre
mercuriali.
IL SAGGIO DI RENDIMENTO NETTO
Si rende opportuno riferirsi
ad un caso concreto di un appartamento in zona periferica di Milano
del valore di £. 450.000.000, locato con patti in deroga
a £. 24.000.000 allanno.
La categoria catastale è A/3, la R.C. £. 2.800.000.
Per calcolare il reddito
netto occorre detrarre le imposte dirette, tutte le spese a carico
della proprietà, la rata di costituzione del capitale necessario
per ristrutturare il cespite ogni 40-50 anni, lI.C.I..
La percentuale di imposte dirette varia evidentemente a secondo
del livello di reddito del proprietario.
Se il proprietario è
una persona fisica il reddito sarà tassato in relazione
alle altre fonti di reddito del contribuente, se la proprietà
è di una persona giuridica, laliquota di imposta
è di circa il 53%, ma tuttavia occorre considerare che
la società potrà dedurre una certa quota di spese
di gestione e di funzionamento della società stessa.
Anche per le imposte dirette sulle persone fisiche è consentito
dedurre dal reddito lordo la percentuale del 15%.
Tutto considerato sembra
equo poter assumere che laliquota di imposta sul reddito
annuo lordo percepito è di circa il 40%, sia per le società
che per le persone fisiche.
Ma si tratta di un dato che è soggettivamente variabile
in relazione, come si diceva, al reddito delle persone fisiche
ed alla situazione contabile delle società.
Altro onere fiscale
da considerare è la registrazione del contratto che per
il 50% e cioè per l1% sul canone è a carico
della proprietà.
Le spese a carico della proprietà possono essere assunte
come segue.
· Amministrazione :
normalmente nei testi di estimo viene ubicata la percentuale dell1%
per lamministrazione, ma non è così.
Gli amministratori pretendono anche in base alla loro tariffa
professionale, una percentuale allincirca pari in media
al 4% dei canoni che amministrano.
Lassicurazione riguardante il fabbricato e i possibili danni
arrecati a terzi nella gestione del fabbricato stesso, in base
alle aliquote delle polizze assicurative si può assumere
nello 0,5% del reddito annuo lordo.
La quota di perpetuità delledificio, cioè
quella rata ideale che occorrerebbe accantonare per ricostruire
ledificio al termine della sua vita utile, se riferita ad
un tasso di rendimento del 2% annuo, non può essere inferiore
all1% R.A.L..
Le manutenzioni straordinarie a carico della proprietà
riferentisi soprattutto alle parti comuni, coperture, fognature,
ascensori, ecc., manutenzione giardini, cortili, ed altre spese
varie a carico della proprietà, possono essere assunte
nel 4% del R.A.L..
Occorre poi stanziare una quota ideale del reddito annuo lordo
per sfitto ed inesigibilità per far fronte cioè
a quelle situazioni in cui il locatario risulti insolvente, oppure
non si riesca prontamente a locare limmobile.
Tale quota viene normalmente assunta nellordine dell1,5%.
Il totale quindi delle spese a carico della proprietà ascendono all11% del RAL.
Per quanto riguarda
lobsolescenza si consideri che ogni 40-50 anni al massimo
occorre procedere al totale rinnovo delle opere di finitura, dei
serramenti, apparecchi sanitari, impianti (in genere superati
per le modificazioni della normativa, ecc.).
Il costo di un siffatto rinnovo (non si deve parlare di ristrutturazione
in quanto la struttura delledificio rimane la medesima),
è unitariamente più elevato dei normali costi di
cantiere, in quanto occorre operare in condizioni particolarmente
disagevoli, senza impianti di sollevamento materiali con esecuzione
d'opere riguardanti piccoli quantitativi di materiali edili, quindi
senza possibilità di conseguimento di economie di scala.
Lincidenza delle
opere oggetto di rinnovo rispetto al totale potrebbe essere allincirca
di 1/3, ma il costo di tali opere sarà pari più
o meno al 150% del costo normale. Quindi non si è lontani
dal vero se si considera il costo del rinnovo pari al 50% del
costo di costruzione dellimmobile, ovviamente riferito alla
data di esecuzione dei lavori.
Poiché normalmente la quota di incidenza dellarea
dellimmobile cosiffatti è di circa 1/3 e quella del
costo di costruzione è parimenti di 1/3, applicando il
principio della permanenza delle condizioni si dovrà procedere
al rinnovo di opere il cui costo sarà allincirca
di £. 150.000.000.
Supposto di dovere eseguire tali opere ogni 50 anni, la rata necessaria
per la costituzione di un tale capitale al 50° anno è
di £. 705.000, adottando il tasso del 5% pari a quello di
rendimento lordo.
· I.C.I. :
sarà pari al 5,5%o del valore catastale ottenuto
moltiplicando per 100 la rendita catastale, e quindi 0.0055 x
£. 280.000.000 x 1,05 = £. 1.617.000.
Occorre però considerare che le rate di canone che vengono
versate in genere anticipatamente e trimestralmente fruttano linteresse
in favore del proprietario.
La prima rata frutterà quattro trimestralità di
interesse, la seconda tre, la terza due, la quarta una sola trimestralità,
in totale dieci trimestralità.
Assunto il saggio lordo del 5% (pari all'incirca al tasso di rendimento
netto dei Titoli di Stato), si ha :
canone = c
c : 4 x 10 x 0.05 : 4 = 0,50c
Riassumendo quindi si ha :
Canone : £. 24.000.000
Imposte dirette: 40% del canone : £. 9.600.000 (-)
Spese diverse a carico della proprietà = 11% del canone
: £. 2.640.000 (-)
Accantonamento di annualità per far fronte ai lavori atti
ad eliminare lobsolescenza : £. 705.000 (-)
I.C.I. : £. 1.617.000 (-)
Rendimento netto : £. 9.438.000
Tasso netto di rendimento netto : 2% del valore capitale.
QUANTO COSTA TENERE UN ALLOGGIO SFITTO
Avuto riguardo alla circostanza che il mercato presenta una profonda disaffezione per gli immobili residenziali occupato, nel senso che gli stessi o non hanno mercato se non nei confronti delloccupante, oppure sono di difficilissima collocazione, appare interessante stabilire quanto costa alla proprietà mantenere un alloggio sfitto.
Al 2% del valore capitale
che costituisce il reddito netto di un immobile residenziale occupato
occorre aggiungere:
· le imposte che comunque si pagano sulla rendita catastale
aumentata per alloggio a disposizione, quindi nel caso considerato
il 40% di £. 2.800.000+1/3 = £. 1.400.000
· le spese a carico della proprietà si riducono
nellassicurazione alla quota di perpetuità, alla
manutenzione con esclusione dellamministrazione, delle spese
a carico della proprietà e dello sfitto ed inesigibilità
e quindi al 5.5% del reddito annuo lordo. Trattandosi dello stesso
alloggio ipotizzato in precedenza si assume il reddito annuo lordo
che sarebbe conseguibile e quindi si ha :
5,5% di £. 24.000.000 = £. 1.320.000
· Quota di costituzione della rata per i lavori di rinnovo
pari a quella precedentemente calcolata di £. 705.000
· I.C.I. come calcolata in precedenza £. 1.617.000
Quindi in sostanza si ha :
Imposte : £. 1.400.000
Spese a carico della proprietà : £. 1.320.000
Rata di costituzione dei lavori di rinnovo : £. 705.000
I.C.I. : £. 1.617.000
In totale : £. 5.042.000
cioè circa l1% del valor capitale.
Si conclude quindi che
il reddito annuo netto ritraibile dalla locazione di un immobile
residenziale in Milano secondo le mercuriali correnti, risulta
allincirca del 2% del valor capitale.
Il mantenere un alloggio sfitto, comporta la perdita del 2% anzidetto
aumentato di un 1% per spese varie a carico della proprietà.
Le determinazioni di cui sopra sono fosse in ausilio per comprendere
le ragioni per cui molti alloggi - specie se destinati alla vendita
entro un tempo non lungo - permangano sfitti.
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