20.
ALIENAZIONE DEL DIRITTO DI USUFRUTTO E DELLA NUDA PROPRIETA
NELLAMBITO DELLA DISMISSIONE DEI BENI DEGLI ENTI PREVIDENZIALI
La circolare di Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale in data 10.04.2000 n.IV/PS/30800/bis, prevede
fra laltro anche lalienazione del solo diritto di
nuda proprietà per le unità immobiliari ad uso residenziale
occupate da locatari ultra sessantacinquenni.
La detta norma dispone che il valore della nuda proprietà
sia determinato con la formula dellanticipazione finanziaria
del valore di libero mercato del cespite scontato al tasso attuale
di rendimento del cespite stesso per il periodo di anni di vita
residua statisticamente probabile dellusufruttuario, computato
sulla base delle tavole di mortalità per sesso ed età
pubblicate dallISTAT.
La circolare prosegue precisando che quando si debba procedere
alla costituzione del diritto di usufrutto a favore del conduttore
ultra sessantacinquenne, il prezzo si ottiene sottraendo al prezzo
di mercato libero il valore della nuda proprietà.
In tal modo la normativa citata favorisce indubbiamente lacquisto
dei diritti di usufrutto da parte dei locatari ultra sessantacinquenni.
Infatti lanticipazione allattualità del valore
di libero mercato dellappartamento al tasso di rendimento
del cespite stesso (calcolato in base al canone annuo attualmente
corrisposto), anche se la vita residua del locatario ultra sessantacinquenne
è notevole (le tavole di mortalità per sesso e per
età dellISTAT indicano per un soggetto maschio di
65 anni la vita residua di 15 anni) abbatte di percentuali praticamente
non rilevanti il valore di libero mercato se il saggio di rendimento
dellimmobile è contenuto.
Poiché si tratta di cespiti locati prevalentemente a prezzi
non rilevanti e non molto discosti da quelli emergenti dalla pregressa
disciplina sullequo canone, il tasso di rendimento degli
immobili in argomento - rapportato al valore di mercato attuale
- nella maggior parte dei casi si attesterà fra l1%
e l1.5%.
Pertanto la percentuale di abbattimento, in caso di vita residua
del locatario di 15 anni, risulterà di circa il 14% e ove
il tasso di rendimento si aggirasse sull1.5%, labbattimento
ascenderà al 20%.
Si può immediatamente rilevare come non sia conveniente
per qualsivoglia operatore economico - e quindi nemmeno per le
cooperative costituite dagli inquilini che abbiano a comperare
in blocco ledificio - corrispondere un prezzo per la nuda
proprietà pari al valore di libero mercato del cespite
con la riduzione del 15% o del 20% con la prospettiva (statisticamente
attendibile) di attendere 15 anni perché il cespite possa
considerarsi liberamente disponibile e quindi alienabile.
Dal punto di vista dellacquisto del diritto di usufrutto,
praticamente si conferisce allattuale locatario - conduttore
la possibilità di perpetuare per tutta la sua residua vita
fisica le condizioni di canone attualmente praticate, di solito
assai favorevoli al locatario e comunque al di sotto delle normali
condizioni di mercato.
Si tratta dunque di una sorta di affrancazione del diritto di
permanere nelledificio vita natural durante alle condizioni
di favore attualmente praticate.
Ma se tale aspetto premia lusufruttuario va a detrimento
dellacquisto della nuda proprietà che diviene non
conveniente e finanziariamente sconsigliabile.
Sussistendo plausibili motivi per facilitare lacquisto del
diritto di usufrutto da parte dei locatari ultra sessantacinquenni
incentivando loperazione mediante la riduzione del prezzo,
si sarebbe però potuto praticare per la vendita del diritto
di nuda proprietà le condizioni "normali" correnti
ed usualmente applicate, che prevedono lanticipazione del
valore di libero mercato del compendio non già considerando
il tasso di rendimento concreto attuale (poiché si tratta
di tassi di rendimento molto contenuti ed al di sotto di quelli
di mercato) bensì anticipando il detto valore al tasso
corrente di rendimento degli immobili.
La stessa circolare, al comma precedente, ha indicato nel 6% il
tasso di rendimento degli immobili "per usi diversi"
: si sarebbe potuto assumere un tasso non molto discosto dalla
predetta entità per gli immobili residenziali.
In tal modo sarebbe venuto meno lassunto della dottrina
estimale secondo il quale il valore della nuda proprietà
più il valore dellusufrutto deve eguagliare il valore
di libero mercato del cespite ; ma se si vuole ad ogni costo avvantaggiare
i locatari ultra sessantacinquenni ed incoraggiarli ad acquistare
i diritti di usufrutto sarebbe forse più conveniente trascurare
leguaglianza anzidetta imposta dalla dottrina senza penalizzare
gli acquirenti del diritto di nuda proprietà.
|
|
|

|