La Commissione Provinciale Espropri

La normativa DPR 327/2001 che definisce le modalità di composizione della Commissione Provinciale Espropri che sono mirate, per l'eterogeneità dei componenti, a fornire una tutela nei confronti dei soggetti espropriati. Al contrario le procedure previste per la determinazione delle indennità espropriative attribuite a tale Commissione non sembrano tali da garantire appieno la tutela degli interessi dell’espropriato.
Basti pensare che questi non ha diritto di essere rappresentato in sede di assunzione delle decisioni della Commissione, né può far valere nessuna sua ragione, mentre è previsto che la Regione possa nominare altri componenti della Commissione oltre a quelli previsti dall’art. 41 della norma citata.

Si tratta di stabilire se tali componenti aggiuntivi non siano rappresentanti delle autorità municipali esproprianti, perché allora sussisterebbe disparità fra espropriante ed espropriato.
E neppure è previsto che la Commissione possa eseguire i sopralluoghi per rendersi conto della reale situazione e delle circostanze influenti sull’ablazione per la quale deve determinare l’indennità.
Una delle conseguenze più evidenti connesse a tale situazione è ad esempio l’impossibilità di applicazione della normativa sulle espropriazioni parziali di un bene unitario, prevista proprio dall’art. 33 del T.U.E..
Tale norma dispone che l’indennità venga determinata quale differenza fra il valore venale che il compendio aveva prima dell’espropriazione e quello che lo stesso compendio assume dopo la stessa.

Quindi l’indennità non può essere computata con una mera moltiplicazione della consistenza ablata per il valore unitario che la stessa Commissione assume come congruo. Inoltre l'assenza di sopralluogo non consente di tener in opportuna considerazione i danni conseguenti all’ablazione parziale e gli eventuali danni indiretti che derivano al fondo espropriato dall’esecuzione dell’opera pubblica; e nemmeno viene considerato dalla norma il danno da adiacenza dell’opera pubblica, mentre il “vantaggio” già previsto nell’art. 41 della legge fondamentale n. 2359/1865 è richiamato all’art.33 della legge.
Le sentenze della Commissione Provinciale Espropri spesso non contengono alcuna motivazione: non vi sono riferimenti a valori rilevati o comunque risultanti da statistiche o da ricerche di mercato o quanto meno da pubblicazioni specializzate.
All’espropriato viene notificato un provvedimento contenente l’indicazione di un’indennità di esproprio apoditticamente determinata.
È evidente come in siffatta situazione non sussistano garanzie per l’espropriato in ordine:
alla terzietà del giudice in rapporto alla eventuale nomina di componenti della Commissione, riservata alla Regione;
alla dimostrabilità della congruità della decisione, alla piena applicazione della norma in materia espropriativa, in particolare della normativa riguardante le espropriazioni parziali.